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La ballata di Adam Henry – Ian McEwan

Quando mi accade (comunque di rado, perché cerco di evitarlo) di leggere un romanzo dopo aver visto la trasposizione cinematografica, le immagini del film e i volti degli attori mi tornano costantemente alla mente e influenzano (o rischiano di influenzare) il mio giudizio sul libro. Questo vale anche per La ballata di Adam Henry (2014) di Ian McEwan (Aldershot, 1948), a cui sono arrivata dopo aver visto Il verdetto (2017) per la regia di Richard Eyre. Una cosa è certa: non potrò mai immaginare un altro volto per la protagonista che non sia quello di Emma Thompson.

Fiona Maye è uno stimatissimo giudice dell’Alta Corte britannica alle soglie dei sessant’anni, è sposata con Jack e non ha figli. Mentre il marito, sentendosi trascurato da lei, cerca un’avventura sessuale con Melanie,, Fiona deve emettere una sentenza su un caso delicatissimo e di grande risonanza mediatica: il diciassettenne Adam Henry è malato di leucemia, ma avrebbe buone possibilità di guarire se ricevesse delle trasfusioni di sangue; tuttavia Adam e la sua famiglia sono Testimoni di Geova e rifiutano un simile trattamento; poiché Adam, seppure per poche settimane, è ancora minorenne, l’ospedale ha richiesto un intervento dell’Alta Corte che consenta ai sanitari di sottoporre il giovane al trattamento. Fiona si sente particolarmente coinvolta da questo caso e si reca a conoscere personalmente il ragazzo. L’incontro avrà un effetto dirompente tanto per il giovane Adam quanto per la non più giovane Fiona.

Ian McEwan è notoriamente acutissimo nello scandagliare i grovigli interiori dell’essere umano, e questo romanzo non fa eccezione. Per la gran parte del libro, la narrazione è focalizzata sulla protagonista e gli altri personaggi li conosciamo attraverso gli occhi di lei e del narratore esterno insieme. Fiona appare come divisa, senza che lei stessa ne sia pienamente consapevole: l’educazione ricevuta e il lavoro che svolge l’hanno resa razionale, misurata, attenta alle forme; ma in lei esiste anche una componente sentimentale e trasgressiva, pur soffocata. La giovinezza ingenua e sfacciata di Adam irrompe nella vita e nell’anima di Fiona, e lei si rivela incapace di gestire sentimenti, rimpianti e situazioni che potrebbero distruggere tutto ciò che ha costruito negli anni. In lei ormai si è aperta una breccia, e una breccia si è aperta – seppure in altro modo – anche in Adam. Il ragazzo, dal canto suo, è appassionato ed eccessivo come tutti i giovani, e come tutti i giovani è alla ricerca di sé e del suo posto nel mondo; grazie a Fiona scopre possibilità nuove che ignorava del tutto, ma resta pur sempre un ragazzo, con i suoi ardori e le sue fragilità, bisognoso di una buona guida, discreta e autorevole. L’invadente comunità dei Testimoni di Geova non può svolgere questo ruolo, ma neppure Fiona.

Il sipario si chiude e noi non sapremo come continuerà la vita di Fiona, se l’esperienza l’avrà cambiata o se tutto tornerà come prima. Ci piace pensare che lei saprà fare i conti con ciò che è accaduto e con ciò che ne è conseguito: per diventare una donna meno perfetta ma più piena.

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Recensione di
D. S.

Sono una lettrice vorace, una cinefila entusiasta e un'insegnante appassionata del suo lavoro; e non so concepire le tre cose disgiunte l'una dall'altra.

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