L’ipnotista – Lars Kepler

Sono uno scettico.
A me questi libri sembrano scritti con un generatore di trame.
Evoluto, per carità, anche ben calibrato, ma le premesse sono talmente trite da far temere il peggio fin dalle prime righe.
lipnotista1Credo di essermi fatto accalappiare dal titolo.
Mi piace la figura dell’ipnotista. Subisco da tre stagioni il fascino di Patrick Jane nella serie tv “the mentalist” quindi ne so qualcosa.
Mi sono premurato anche di guardare ogni tipo di film che tratta di ipnotisti e delle loro gesta.
Giusto epilogo sarebbe stato trovarsi tra le mani un libro con protagonista un abile manipolatore della mente.
Giusto ma fino ad un certo punto.
Erik Maria Bark sarà pure il più famoso ipnotista della Svezia ma ne combina più lui di un elefante in un negozio di cristalli.
Non si gioca con la mente, specie quella contorta di persone disturbate e completamente corrotte dal male assoluto.
Non si innescano meccanismi potenzialmente mortali quando si è a propria volta provati, stanchi, feriti nell’animo e moralmente a pezzi.
Il classico vaso di Pandora viene scoperchiato portando Erik e la moglie in preda alla più totale confusione e sull’orlo di una crisi matrimoniale.
Al solito colpi di scena come se piovesse.
Per tenere alta la tensione si saccheggiano a mani basse tutti i cliché del thriller psicologico, riuscendo così ad avere un livello costante di apprensione (anche se a me sinceramente un po ha stancato il rapimento di un famigliare come motore coercitivo della trama).
Qualche picco di adrenalina lo si registra con l’introduzione della psicotica Eva Blau: è riuscita a disturbarmi, anzichenò.
Per il resto fila liscio, nella sua pesantezza di 600 pagine, fino ad un finale che…
No,  non vi dico niente riguardo il finale.
Vi lascio un’informazione:
l’autore, Lars Kepler, non esiste.
In realtà è un comodo pseudonimo per i due coniugi scrittori Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho; questo è l’unico colpo di scena degno di nota!
 
Nota all’editore: ma quanti eredi ha Stieg Larsson?