Jerusalem – Alan Moore

Questa corposa opera visionaria, ambientata nella città natale dello stesso autore di V per Vendetta e Watchmen, descrive un mondo parallelo al nostro, popolato da varie entità: angeli (o angoli?) che giocano a biliardo, pub con avventori dalla faccia rimescolata, pesci giganti con gusci di lumache al posto degli occhi, bambine morte con sciarpe di conigli puzzolenti e molto altro ancora.

Esistono punti di contatto tra il nostro mondo e i cosiddetti “piani superiori”? Un’entità soprannaturale può essere vista da una persona comune? E cosa c’è alla fine del tempo?

Lo stesso Alan Moore ci svela che Jerusalem è una miscela di tante cose, tra le quali alcune esperienze di pre-morte accadute al fratello minore. A questo si aggiungano omaggi a stili narrativi differenti, Cromwell che scrive una lettera il giorno prima di una feroce battaglia, le bizzarrie erotiche della figlia di Joyce, la morte di Lady Diana, la nascita delle banche ad opera di Newton e molto altro ancora.

Sconsiglierei questo imponente romanzo a chi legga solo gialli o brami un colpo di scena finale che spieghi tutto il pregresso: ne rimarrebbe deluso; piuttosto, lo si approcci per la potente immaginazione e le minuziose descrizioni di luoghi, personaggi e situazioni surreali, in cui tutto sembra collegato e il libero arbitrio viene messo in dubbio.