Isabel Allende – L’Isola sotto il mare

Amo molto Isabel Allende, per quel che ho letto della sua vita e per il suo stile. Dopo questa doverosa premessa, ne serve però un'altra prima di iniziare a parlare di questo romanzo in particolare: non ha niente della "classica" Allende.
Sembra più che Jorge Amado si sia appropriato della sua penna …ma questo non mi dispiace così tanto. Come dicevo l'altro giorno ad una mia amica, parlandole di questo romanzo appena finito di leggere, sembra che la Allende abbia letto la bibliografia completa di Amado e poi si sia messa a scrivere. Poco male (per me)!

Il romanzo parte da Haiti, ma ha le sue radici in Africa. E' la storia di Tetè, schiava che vive per essere libera, schiava fortunata ma insieme forte, coraggiosa, innamorata della vita nel bene e nel male. Intorno c'è la vita della piantagione, le rivolte degli schiavi, Cuba, New Orleans, e i legami dei grands blancs con il vecchio Continente. Ci sono i soprusi e le danze dei "loa", le violenze e le rivincite, e personaggi di ogni tipo. La vicenda ruota intorno al padrone di Tetè, ad una bellissima e intelligente cortigiana, ed ai figli del padrone (uno legittimo, una non riconosciuta, uno allontanato); la maternità, tra l'altro, e la passione sono due argomenti fondamentali (come succede spesso anche in J.Amado).
E' un romanzo interessante, non esageratamente intenso; ha diversi alti e bassi ma è una storia piena e varia, scritta da una penna eccellente.

enjoy!