Invisible Monsters – Chuck Palahniuk

Ho un ricordo particolarmente vivido di questo libro, perché si è trattato della mia prima esperienza letteraria con Palahniuk e devo dire che è iniziata decisamente col botto.

Invisible Monsters è un’esperienza piuttosto ruvida, dura e a tratti quasi scioccante. Il filo conduttore è quell’ossessione per la bellezza e per l’apparire che trovo molto attuale: un cupo battito che cresce sempre di più fino ad offuscare la mente, il giudizio e l’amor proprio, capovolgendo la scala dei valori e svuotandoti lentamente come una clessidra scheggiata. Ma la bravura di questo autore si riconosce anche dall’abilità di approfondire in modo assolutamente naturale e realistico molti aspetti legati alla psicologia e al comportamento umano.

Il libro parla di amore, di sesso, di falsità, di come l’apparenza a volte inganni in maniera meschina, ma anche di abuso di farmaci, identità sessuale e voglia di cambiare, di essere diversi perché è l’unico modo per tornare sui binari.

Poco consigliabile se siete deboli di stomaco, Invisible Monsters è un vivido e cinico viaggio, su vari livelli, nel profondo malessere sociale che permea la vita

contemporanea. La trama è sufficientemente intricata da tenere il lettore incollato alle pagine e lentamente sciogliere tutti i nodi che incontrerete durante il cammino – non mancheranno i colpi di scena.

Profondo, fa riflettere.