Il tristo mietitore – Terry Pratchett

Questo libro fa parte della saga del Mondo Disco di cui questo titolo è l’undicesimo. Non ho un metro di giudizio complessivo in quanto ho letto solo questo romanzo tuttavia lasciate che ve lo illustri in quanto mi ha affascinato.

La cosa che salta all’occhio durante la lettura di questo libro è la spigliatezza dello scrittore che in modo leggero e simpatico vi condurrà alla scoperta di questo fantomatico Mondo Disco, un mondo piatto poggiato sul dorso di quattro elefanti che viaggiano sul guscio di una tartaruga (se state storcendo il naso siete normali). Appena inizierete a leggere questo libro vi tufferete o meglio sarete sbattuti all’interno di questo mondo improbabile e che va contro qualsiasi legge della fisica e sarò sincera solo verso metà racconto vi troverete a vostro agio nel Mondo Disco e tra i suoi abitanti. Probabilmente se si inizia a leggere dal primo libro della saga tutto risulta più chiaro (tuttavia non ci metterei la mano sul fuoco).

Il romanzo in breve, parla della Morte che un giorno, di punto in bianco, viene licenziata dando vita ad un incredibile caleidoscopio di eventi che condurranno vorticosamente verso il finale, un po’ poetico per quanto mi riguarda.
Essendo Morte stata licenziata, i morti non muoiono e tutta l’energia vitale in eccesso non viene smaltita da nessuna parte, così si inizieranno a vedere vestiti andare in giro per i fatti loro, mobili di casa spostati da globuli di energia e in tutto questo trambusto incontreremo simpatici personaggi come ad esempio l’uomo nero che soffre di agorafobia oppure Arthur Winkings che dopo essere stato morso da un avvocato è diventato vampiro. Uno dei personaggi chiave è sicuramente Windle Poons, un mago morto che si risveglia nella camera ardente, tra lo sbalordimento (ma neanche troppo) generale e scoprirà di essere un morto vivente e per niente felice della situazione cercherà di porvi rimedio in tutti i modi diventando una specie di leader per questo strampalato gruppo di personaggi.
Nel frattempo vedremo la Morte avere a che fare con la vita quotidiana in una fattoria dove la sua abilità con la falce non passa inosservata e, la vedremo alle prese con l’amicizia che si andrà ad instaurare con la sua datrice di lavoro. Quest’ultima cosa destabilizzerà non poco Morte, solitamente non abituata a fare conoscenza con nessuno, inoltre scoprirà il valore del tempo. Per quanto concerne quest’ultimo punto trovo sia il concetto espresso all’interno del libro più affascinante.

Mi rendo conto che, il tutto, può risultare un po’ caotico ma vi assicuro che se avete un buon spirito umorista e non vi sbalordite con poco troverete questo romanzo abbastanza simpatico da finirlo in breve tempo.
Oltre alla piacevole narrazione mi sono piaciute molto le ambientazioni e dopo le prime perplessità, ho adorato Mondo Disco. Devo ammettere che ho riso parecchio durante tutta la lettura.
Lo consiglio senz’altro se avete intenzione di leggere un libro leggero, divertente e siete in vena di stupirvi.