Il sapore dei semi di mela – Katharina Hagena

Ho letto questo libro 3 anni fa, appena uscito, un prestito dalla mia zia divoratrice di libri. Qualche mese fa l’ho ritrovato in libreria in edizione economica, e mi sono ricordata che mi era piaciuto molto, così l’ho preso. In quel periodo leggevo tutte storie simili, tutte storie con un mistero di famiglia, un segreto da scoprire, intrecci di vite che fanno tuffi nel passato per risistemare il loro presente. Erano anni che non rileggevo un libro, c’è sempre meno tempo per leggere, quindi preferisco immergermi in storie nuove, per evitare di modificare le sensazioni che le prime letture mi lasciano. Be’, ecco perché non rileggo i libri, perché poi succede come ora, che devo cambiare il numero di stelline su Anobii.

Iris è l’ultima discendente di una famiglia quasi tutta al femminile: sua nonna aveva una sorella, sua madre ha due sorelle, e una di loro ha avuto una figlia, Rosemarie, la cugina di Iris. Ambientata nella Germania del nord, questa storia parla delle strane vite delle donne che popolano le pagine. La morte della nonna riporterà le donne rimaste alla vecchia casa piena di meli, a riaprire vecchie ferite che vanno studiate, capite, vissute. La casa, e tutto ciò che contiene, è l’eredita di Iris, simbolo dell’intera storia, luogo nel quale tutte le cadute – e le disgrazie – si sono verificate: la caduta dal melo, la polmonite, la caduta dal giardino d’inverno. Sta a lei decidere se accettarla o meno. Se accettare o meno tutte le stranezze del suo passato, a partire dalla malattia di nonna Bertha; dalla scomparsa dei ribes rossi e dalla comparsa di quelli bianchi, evento verificatosi alla morte della prozia Anna; dalla vera storia di zia Inga e della sua elettricità; fino ad arrivare ad affrontare la morte prematura dell’amata cugina Rosmarie.

La storia è intrigante, ma la prosa è piena zeppa di riflessioni sul tempo, la memoria, l’oblio, le coincidenze, che rendono noiosi alcuni tratti della narrazione. In compenso, i colpi di scena risollevano l’attenzione, e rivelano sempre un qualche segreto rimasto celato nel tempo. La casa è la grande attrattiva del libro, secondo me. Una casa che si vive mentre si legge il romanzo, con quel profumo di mela ed erbe aromatiche del giardino che attraversa le pagine. Tutto sommato, sono contenta di aver letto questa storia da un’edizione rilegata prestata: di sicuro non vale il prezzo pieno del libro, ma è un buon diversivo per passare una giornata uggiopioggiosa, specie se la si trova scontata!

Addendum: per chi lo volesse sapere, le stelline, da quattro, sono diventate tre!