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Il protocollo ombra – Kazuaki Takano

Storie parallele, intreccio, quattro continenti diversi, CIA, virologia, pigmei, indagini sociologiche, NSA, genetica, teorie dell’evoluzione, chimica farmaceutica, POTUS, agenzie segrete, ricerca sull’estinzione del genere umano, ECHELON, mercenari, biologia molecolare, dittature africane, USA sotto scacco, PAECS e molto altro sono gli ingredienti di questo trillher tecnologico.

Una nuova evoluzione della specie umana mette, come tutte le cose che non si conoscono, in allarme la super potenza per eccellenza che, come spesso accade con le cose che non si conoscono, tenta di sterminarla prima che metta in pericolo la democratica dittatura che regola il mondo. Un gruppo di mercenari viene assoldato per tale obiettivo. Lo stesso gruppo che, scoperta la trappola preparatagli dal proprio mandante, tenta di salvare il prodigioso ed evoluto bimbo di tre anni grazie anche all’aiuto di insospettabili alleati sparsi per il mondo.

La sensazione che mi ha dato alla fine questo libro è di un compitino ben svolto: segue tutte le regole del thriller e lascia intendere un grosso lavoro di ricerca e studio per la sua realizzazione.IL PROTOCOLLO OMBRA
Questo, purtroppo, non basta!

Tre quarti del libro sono di una lentezza disarmante, tanto da rendere la risoluzione, nell’ultimo quarto, un sollievo. Se ci arrivi all’ultimo quarto!
Le tematiche ed il modo con cui vengono trattate e sviluppate sono trite e ritrite. Se fosse uscito dieci anni fa avrebbe toccato temi che, ormai, sono di opinione pubblica.

L’orgia di termini tecnici in campo biologico e di minuziose descrizioni socio-storiche di determinate zone del mondo lo rendono inutilmente prolisso. Se voglio vedere un documentario mi sintonizzo su National Geographic.

Ho avuto serie difficoltà a finire questo libro, più di una volta ho rischiato di alzare bandiera bianca. A questo occhialuto rappresentante delle penne del sol levante manca qualcosa. Non basta imbottire un romanzo per renderlo vincente. Manca una scintilla di genialità che ti attacca le dita alle pagine e giustifica l’aggravarsi della presbiopia per la lettura compulsiva.
In due parole: UNA PALLA!

In una scala da uno a cinque gli darei un generoso: 2.

 

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Recensione di
10-12

Cantastorie dalla nascita. Dapprima per evitare la scuola poi per passione e lavoro. Narro attraverso diverse arti, utilizzando diversi arti sono a capo della salvaguardia del significato delle parole e del senso del parlare stesso...le stesse (parole) devono avere un senso, un significato. Che siano scritte o pronuciate.

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