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Il piccolo regno- Wu Ming 4

Wu Ming 4 fa parte del collettivo Wu Ming, gruppo di scrittori provenienti dalla sezione bolognese noti per vari romanzi storici come Q e 54. Questa volta ci propongono un salto nell’Inghilterra degli anni trenta, nel Piccolo Regno.

Il Piccolo Regno confina a Nord con la Fattoria, a sud con il villaggio, mentre a Est e Ovest stanno rispettivamente la villa dei Williamson e il bosco fitto. Al centro, passando per il campo dei conigli, scorre un fiume, in cui si può anche fare il bagno e guadare nei punti dove scorre l’acqua bassa, ma per essere sicuri di non bagnarsi bisogna fare il giro lungo, e passare per il ponte degli Angeli.  Il regno è abitato da due popoli distinti; la Gente Alta, ovvero i regnanti e gli eroi, e la Gente Bassa, cioè i protagonisti di questo romanzo.

Anche se la Gente Alta ha dato loro nomi veri, quelli della Gente Basa preferiscono identificarsi con i loro animali- guida, almeno mentre si trovano nel Piccolo Regno. Cosi’, Tasso il saggio, Merlo, Lepre e Ranocchio il temerario, sono soliti trascorrere le loro estati tra improbabili avventure e corse sfrenate al tramonto per rientrare a casa prima che venga servita la cena. Tutto sembra scorrere placido e spensierato anno dopo anno, fino all’estate in cui tutto è destinato a cambiare.

La scoperta di un tumulo segreto, dimora funebre di un antico guerriero, l’arrivo di un fuggiasco ricercato dalla polizia, e la comparsa di un misterioso spettro, arrivano a sconvolgere il perfetto equilibrio del Regno portando i quattro eroi a confrontarsi con i loro limiti estremi, le loro peggiori paure. Nulla sarà più lo stesso dopo questa storia d’estate perché, come tutti sanno, quello che ci spaventa da bambini, ci spaventa per sempre.

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Recensione di
Margherita Gabba

Sono Margherita, ho 30 anni e faccio il medico di Pavia. Amo la narrativa, soprattutto quella che pone l’ attenzione sulla psicologia dei personaggi. Tra i miei autori preferiti troverete Nevo, Franzen, Grossman e Svevo. In sintesi mi definirei una lettrice egocentrica; mi piace ritrovarmi nelle parole di altri, i fortunati scrittori che hanno il dono di sapersi raccontare nero su bianco. Ogni libro è un incontro e serve il giusto tempismo per amarlo davvero, per far scattare la scintilla che trasforma una bella lettura in un ricordo prezioso.

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