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Il mondo invisibile – Liz Moore

Il mondo del romanzo di Liz Moore (che conosco per la prima volta attraverso queste pagine) è tutt’altro che invisibile e anzi è più corretto parlare di mondi, visto che nelle sue 423 pagine la storia ci trasporta negli anni Ottanta, nel 2009, negli anni Trenta e poi in un futuro prossimo non precisamente indicato.

Se non ho ancora stuzzicato la vostra curiostà vi racconterò che nella prima parte del libro conosciamo Ada, la figlia di David, eccentrico quanto geniale direttore del laboratorio di scienze informatiche al Boston Institute of Technology che ha cresciuto la figlia dodicenne da solo, educandola alla curiosità, alla musica, ai giochi di logica, alla matematica, alla decifrazioni di codici e ovviamente all’informatica. Ada infatti non va a scuola e apprende la vita tramite le lezioni e i compiti che le fornisce il padre e vivendo quotidianamente la vita del laboratorio aiutando il team nella realizzazione di ELIXIR, un programma di intelligenza artificiale, in cui il computer risponde alle domande degli utenti, ampliando ad ogni conversazione il suo vocabolario e la sua intelligenza.

Ada vive in un mondo estremamente stimolante fino a quando David inzia a dare segni di squilibro e la sua mente geniale e brillante inizia ad opacizzarsi e a perdere poco alla volta le parole e la memoria. Quando David comunica ad Ada di avere una forma precoce di Alzheimer, le regala anche un floppy disk  con codice da cifrare, un rompicapo per il quale, le assicura, ci vorrà un po’ di tempo per decifrarlo.

“Ada immaginò dietro quegli occhi il cranio, e al di là del cranio il cervello, l’organo pulsante e vivo che un tempo era stato il suo strumento più potente, e che ora rallentava inesorabile. Le sinapsi si accendevano in maniera casuale o sbagliata. I ricordi regredivano, come il linguaggio.”

Un viaggio nella storia, anzi nelle storie di un uomo, che avrebbe così tanto da raccontare proprio ora che il suo cervello ha smesso di fornirgli le parole per farlo. Attraverso le pagine seguiremo le ricerche di un’ Ada adolescente e poi ancora di un’Ada ormai donna che cerca di farsi strada nello stesso campo del padre a Palo Alto e nel pieno del boom tecnologico.

Un libro estramente affascinante, scritto da una mente brillante e poetica (ma questo lo si scopre solo nell’ultimissimo capitolo del romanzo).
Da non perdere anche le note della traduttrice Ada Arduini che ci racconta una curiosità sulla prima edizione del libro e sull’arte della traduzione di romanzi affascinanti come questo.

Per altre informazioni vi rimando al sito dell’editore: buona lettura!

 

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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