Il libro delle verità nascoste – Amy Gail Hansen

Ultimamente mi affascinano i romanzi d’esordio dei nuovi autori.
Ci avete mai pensato alla creazione di un’opera prima? Nel primo romanzo di ogni autore c’è tutto il suo concentrato, tutta la sua idea, la forza creatrice della storia, i suoi personaggi che avrà definito fino allo sfinimento, tutti i suoi lampi di genio, le trovate linguistiche, tutto il potere che una prima storia racchiude dentro di sé.

Ma non divaghiamo!

Amy Gail Hansen si cimenta in una storia dalla tinta gialla: Ruby Rousseau è un ex studentessa di un college femminile che ci viene presentata in una fase particolare della sua vita: grazie ad una valigia che le viene recapitata per errore, Ruby scopre che una sua ex compagna di corso è sparita misteriosamente nel nulla da qualche giorno.

Nella valigia, niente di signficativo se non una copia di Una stanza tutta per sè di Virgina Woolf che, come uno il_libro_delle_Verit_Nascosteschiaffo, riporta Ruby alla realtà, costringendola a fare i conti con il suo passato. Gli appunti a margine del libro la spingono a prendere una decisione e così, dopo mesi di assenza, Ruby torna al suo college, decisa a fare luce sulla scomparsa di Beth ma ancora di più, decisa a dar pace al suo cuore tormentato.

La scrittura della Hansen è fluida e, come ogni mistero che si rispetti, ci sono un paio di passaggi che mi hanno fatto venire i brividi e hanno rallentato la mia lettura per paura di scoprire la verità.

Un giallo light che mi ha fatto tornare alla mente il saggio della Woolf che avevo letto e apprezzato tempo fa (la recensione è qui), un buon intreccio con dei personaggi con un finale meno prevedibile del previsto.