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Il destino è un tassista abusivo – Luca Manzi

Se in libreria avessi intravisto un libro con questo titolo, lo ammetto, sarei passato avanti. Anche la sinossi sul risvolto di copertina non mi avrebbe invogliato particolarmente. Fortuna che lo aveva preso mia moglie, così mi sono ritrovato a ridere o a commuovermi mentre Giorgio, il protagonista, narrava la sua storia.

La trama è quanto mai banale: Giorgio Correnti insegna in una scuola, è un appassionato di storia dell’arte e si dà da fare per pagare le bollette ma anche per avere qualche rara soddisfazione professionale: per quest’ultima causa si trova a viaggiare tra Roma, sua città natale, e Milano, tra corsi di formazione finti, sgomitate per pubblicare un suo lavoro su Giotto e… le unghie di una sua discente, Agnese, la quale sconvolgerà la placida esistenza del giovane professore.

Durante la vicenda, la voce narrante riscoprirà suo fratello minore Mario (che crede di aver capito tutto delle donne, almeno quando non è coinvolto in prima persona), il vicino visionario Davide (che fatica a staccarsi dall’astrattismo matematico e calarsi nelle faccende pratiche di ogni giorno) e il suo amico Franco (che ne mette a frutto l’estro artistico commissionandogli mummie dalle tette enormi da dipingere nei suoi video-poker); non mancheranno le nuove conoscenze.

Al di là della fabula, “Il destino è un tassista abusivo” viene raccontato da una voce che non smette di stupirsi e di guardare alla vita con ingenuità e smarrimento. Giorgio soccorre gli amici ma è un po’ troppo orgoglioso per chiedere aiuto in prima persona. Affronta alcuni momenti con un po’ di ansia e pessimismo, proposti da una vocina interiore che sembra volerlo scoraggiare a tutti i costi – ma chi non ce l’ha, questa vocina?

Correnti mi ricorda a tratti il Vincenzo Malinconico di Diego De Silva (recensito dal sottoscritto qui) ma con meno acredine verso il prossimo, più amore per l’arte classica e il sorriso di chi prova ad alzarsi ogni mattina dopo aver pensato “Speravo fosse più facile”.

L’autore sa essere delicato con le meditazioni di Giorgio e cafone attraverso le imprecazioni di Franco, spavaldo nelle parole di Mario e tra le nuvole con la testa di Davide.

Non mancano le donne, perni attorno ai quali girano le vite dei protagonisti e sicuro motivo di esami di coscienza, perché nonostante sembra andar bene, ci si mostri sensibili, si tenti di capirle, queste donne, alla fine niente va come immaginato e ci si chiede: “Ma dove ho sbagliato?”

Luca Manzi ha un curriculum di tutto rispetto, ma consultatelo con tranquillità dopo aver finito il libro. Buona lettura.

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Recensione di
Antonio Soncina

Odio i best seller, soprattutto se di sfumature rosa, gialle o grigie. Ai classici preferisco storie contemporanee. Posso sopravvivere senza il rinomato "odore della carta" ma non con il Kindle scarico.

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1 commento
  • Interessante. Cerco sempre libri che hanno per protagonisti dei “colleghi”. :) Spesso resto delusa, ma questo sembra più originale e intelligentemente introspettivo.

Recensione di Antonio Soncina

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