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I funeracconti – Benedetta Palmieri

Lo ammetto: non vedevo l’ora di tornare a casa e scrivere di questo libro, che ho divorato tutto d’un fiato appena preso in libreria, con quella consapevolezza dolorosa che ogni pagina letta era una pagina in meno per arrivare alla fine.

I Funeracconti, romanzo appena uscito in libreria per Feltrinelli e scritto dalla 28enne Benedetta Palmieri, è il miglior romanzo italiano d’esordio che io abbia letto negli ultimi dieci anni. Troppi? Cinque di sicuro. Cerco sempre di avvicinarmi ai romanzi degli esordienti senza alcun pregiudizio né aspettativa, solo con la curiosità di conoscere il loro stile e di saggiarne il talento. Ho avuto piacevolissime sorprese così come molte cocenti delusioni – libri estremamente promossi dalla casa editrice ma in realtà privi di sostanza, o anche solo di un reale interesse. Non è detto che, siccome bisogna fare largo ai giovani e sei giovane anche tu, debba apprezzare a scatola chiusa e per partito preso qualsivoglia corbelleria scritta da uno che ha meno di trent’anni, eh. Ci sono cose molto buone e cose che sarebbe stato meglio fossero rimaste nel cassetto.

Non è però il caso del libro della Palmieri, tutt’altro. Si tratta di un esordio fulminante, dissacrante, originalissimo ed egregiamente scritto – sia dal punto di vista della lingua sia da quello della tensione narrativa – mai troppa, mai troppo poca. Niente sensazionalismi, niente sesso (questo ha quasi dell’incredibile), niente gioventù perduta e trentenni allo sbaraglio, niente gente che legge le istruzioni delle lavatrici. Il tema portante dei Funeracconti, come dice il nome, è la morte. Anzi, più che la morte in sé, proprio i funerali e tutto quello che gli ruota intorno: un pittoresco e grottesco girotondo di becchini, funeralisti (i presenzialisti dei funerali!), direttori di riviste specializzate, sarte e semplici appassionati – ma come non ve li sareste mai immaginati. Le storie sono brevi e geniali, bellissime, le cominci e non sai minimamente che cosa aspettarti, né dove ti porteranno. Finita una, ne vorresti subito ancora.

Ci vuole davvero tanto talento e tanto tatto per trattare l’argomento della morte, uno degli ultimissimi tabù inviolabili del mondo moderno – che però non si esime di certo da mostrarti al ralenti gli ultimi attimi di famosi e meno famosi decine e decine di volte in tutti i programmi tivù, beninteso – eppure Benedetta ci riesce, non si sa come, in modo mirabile. La sua non è nemmeno ironia nel senso puro del termine, è più un surrealismo grottesco e quasi fiabesco, che ridimensiona la morte portandola al suo reale stato di fine vita, senza pianti e stridori di denti, senza disperazioni e riflettori. Non c’è nemmeno magia o superstizione, se non quella normale insita in ognuno di noi. Raramente ho letto racconti così belli e originali.

Un libro consigliatissimo, da leggere e rileggere, di un’autrice che merita davvero. Centoquaranta pagine che vorrei fossero state quattrocento.

 

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Recensione di
MaddalenaErre
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9 commenti
    • è vero, il fruscio della carta e l’odore dell’inchiostro hanno un fascino speciale ma adesso mi tocca fare spazio per i due piccoli lettori di casa… è il loro momento adesso, con le copertine cartonate, le illustrazioni colorate e un mondo tutto da sfogliare fatto di pirati e principesse, favole e racconti… e quando loro saranno abbastanza grandi da passare all’e-book io tornerò al cartaceo ;)

  • Bellissima recensione, sei riuscita a mettermi addosso una curiosità incredibile. Spero che sia disponibile anche in versione e-book… altrimenti tra poco la mia casa collasserà su se stessa ;)

  • felice di avervi incuriosito :) davvero, fidatevi, non rimarrete delusi!

    Pistacchina, come ti capisco…ho superato da anni il limite massimo di libri che un essere umano sano di mente possa possedere in casa, eppure non riesco a non farmi incantare dal fascino del cartaceo…indi, continuo a comprarne anche se ormai sto facendo perfino le pile sui pavimenti ._.

  • Ciao, sono Benedetta (Palmieri).
    Volevo ringraziarti veramente molto per la tua recensione. Ho provato a scriverti attraverso la mail della redazione, ma non so se va bene. Lì sono stata un po’ più articolata (poco), ma comunque anche qui (e in ogni lago e in ogni luogo) mille grazie davvero.
    Benedetta

  • Benedetta, che bella sorpresa trovare un tuo commento qui :) non devi ringraziarmi di nulla, tutto quello che ho scritto è sinceramente sentito, trovo che tu sia davvero brava e originale e da lettrice spero di leggere ancora tante e tante cose scritte da te – continua così, e complimenti ancora :)

Recensione di MaddalenaErre

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