Guardami – Jennifer Egan

Ritroviamo in libreria l’autrice di “Il tempo è un bastardo” – recensito proprio qui – questa volta con un romanzo che risale al 2001, prima dei fatti dell’11 settembre, che in un certo senso vengono profeticamente anticipati.

I personaggi: Charlotte è una modella dalla carriera non entusiasmante, rimasta sfigurata dopo un incidente d’auto di cui non ricorda nulla, avvenuto proprio nel suo paesino d’origine, Rockford nell’Illinois, quello da cui era fuggita anni prima per vivere a Manhattan, tra servizi fotografici, party e rapporti occasionali. Charlotte, inoltre, ha una particolarità: non riesce ad essere sincera.

Un’altra Charlotte si muove a Rockford, figlia di un’amica d’infanzia della modella. Ha un fratello più piccolo, Ricky, un giovanissimo skater in lotta con la leucemia, e una famiglia apparentemente unita. Non bella come la sua omonima, si sente diversa dalle sue coetanee e vuole anche qualcosa di diverso, che spera di aver trovato in un uomo misterioso, più grande di lei.

La Egan ha impiegato sei anni per arrivare alla versione definitiva di “Guardami” – necessari, tra l’altro, per le ricerche relative alla descrizione dell’evoluzione di un esemplare paesino del Midwest: la rivoluzione industriale, la decadenza, l’invasione dei fast food e dei centri commerciali, argomenti che ossessionano Moose, un ex ragazzo vincente abbrutitosi nei panni di un professore nevrotico e bistrattato dall’ambiente accademico.

Benché questo romanzo non arrivi a essere coinvolgente come l’opera che ha meritato il Pulitzer, “Guardami” è un ottimo lavoro della Egan, abilissima nel descrivere esistenze irrequiete e instabili, come molti protagonisti di “Il tempo…”, vedi Sasha. Quando si legge un personaggio della Egan, si diventa quel personaggio. Ci si ritrova frastornati per una carriera che non è decollata, con un volto ricostruito che facciamo fatica ad accettare nel riflesso dello specchio, con il desiderio di stordirsi con l’alcol per scacciare il timore di ammettere il proprio fallimento, di dover lasciare New York e tornare a Rockford, dove sono rimaste le compagne di scuola che si sono sposate, hanno case di proprietà, figli – hanno insomma fatto scelte meno avventurose ma più sicure. La scommessa di Charlotte è sempre stata in bilico e non vuole ammettere di aver perso, ma cosa è disposta a fare per non tornare a testa bassa al suo paese d’origine? O forse è proprio quello che dovrà fare?

Più di cinquecento pagine dentro il sogno americano, visto da più prospettive: quella di Charlotte, della sua omonima che si accontenterebbe di vivere l’amore, del nerd Moose e di Z, con un nome a meta strada tra un esperto di pubbliche relazioni e un’incognita.