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Gli incantevoli giardini di Elizabeth Von Arnim

Elizabeth Von Arnim, nom de plume di Mary Annette Beauchamp ha vissuto a cavallo tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del ‘900 eppure la sua vita non ha niente da invidiare a quella dei nostri millennials: nasce in Australia, conosce il marito durante un viaggio in Italia, si sposa a Londra, vive in Germania, Polonia e negli ultimi anni della sua vita negli Stati Uniti. Mary Annette non è solo moderna in quanto estremamente cosmopolita per i tempi in cui vive ma lo è anche sotto il profilo sentimentale; dopo qualche anno di vedovanza infatti, diventa l’amante di G.H. Wells (celeberrimo autore di fantascienza) per poi unirsi in seconde nozze con il fratello del filosofo Bertrand Russel, dal quale comunque si separerà non molto tempo dopo.

Elizabeth Von Arnim ha fatto della scrittura un mestiere in un’epoca in cui, come lei stessa scrive ne Il giardino di Elisabeth,

leggere è un’occupazione maschile; una donna che legge spreca il suo tempo in modo riprovevole.

Il giardino di Elisabeth, primo libro dell’autrice, è un libro che per certi versi mi ha fatto ricordare Il giardino segreto: ho avuto la stessa sensazione di benessere durante la lettura, come se invece di essere seduta in metro o sul divano di casa, fossi davvero a leggere in un giardino pieno di luce e dagli incantevoli profumi. E’ uno di quei libri in cui la trama scorre limpida come l’acqua di un ruscello d’infanzia, senza sorprese, pura e semplice. La protagonista è completamente innamorata del suo giardino e la sua cura assorbe completamente le sue attenzioni tanto da essere il suo primo pensiero ancor prima delle sue bambine e di suo marito.

Diversa ma non troppo la trama de Un incantevole aprile: quattro donne praticamente sconosciute decidono chi per un motivo, chi per un altro, di affittare per un mese un castello in Liguria, abbandonando l’uggiosa Inghilterra per una soleggiata Italia nella speranza di rimettere ordine nelle loro vite insodisfatte.

Non è un caso che i romanzi della Von Arnim siano stati ripubblicati da Fazi editore in questo preciso momento storico: siamo sull’orlo del 2018 eppure, sotto la maschera della modernità, si continuano a nascondere strati e strati di intolleranza, imparità, violenza e discriminazioni. La parità tra sessi non potrà mai esistere realmente fino a quando le donne non prenderanno coscienza che per ottenerla non bisogna comportarsi come o peggio degli uomini, ma si deve persistere nell’essere diverse e quindi complementari.

Leggere una donna come la Von Arnim è doveroso per le donne di questo secolo: il suo essere moderna che non intacca nemmeno per un attimo il suo essere femminile è illuminante ed è un insegnamento da seguire per le ipermoderne donne di oggi.

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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