Expo 58 – Jonathan Coe

Sono tornata dopo tanti anni a Jonathan Coe (Birmingham, 1961), l’autore del celeberrimo romanzo La famiglia Winshaw. Expo 58 (2013) è un romanzo più breve e più recente, meno complesso e meno ricco, ma in ogni caso interessante e meritevole di essere letto.

Thomas Foley è un impiegato del COI (Central Office of Information) a Londra, marito di Sylvia e padre della piccola Gill. In occasione della fiera Expo 1958, organizzata a Bruxelles tra la primavera e l’autunno appunto del 1958, il protagonista viene mandato sul posto, con l’incarico ufficiale di sorvegliare che tutto proceda nel migliore dei modi nel pub Britannia, allestito nel settore della fiera riservato al Regno Unito. Si troverà in realtà coinvolto in intrighi internazionali (siamo in piena guerra fredda) che si intrecceranno indissolubilmente con le sue vicende personali, in particolare con il suo incontro con la giovane Anneke.

Il romanzo si legge piacevolmente: avvincente, mai pesante, alterna ed intreccia sapientemente i due filoni narrativi che riguardano la vita privata e quella professionale del protagonista. Si compone così a poco a poco il ritratto di un quarantenne di provincia, vanesio, irrequieto, ma che ignora la sua stessa inquietudine finché l’Expo del 1958 non gli offre l’occasione per fare i conti con se stesso, con i suoi desideri, con le sue scelte di vita. Un uomo però, infine, incapace di arrivare fino in fondo, che finisce col lasciarsi vivere e perfino manovrare avendone piena consapevolezza.

Intorno a lui si muovono i personaggi più vari: dalla moglie ingenua e devota ad un vicino di casa petulante e impiccione, da due misteriose spie britanniche dai tratti comici (ma non per questo innocue) ad altre più o meno insospettabili spie di altra nazionalità. E poi c’è Anneke, suo malgrado e inconsapevolmente coinvolta nelle trame che si stringono intorno al protagonista.

Anche in questo breve romanzo, come in altre opere dello scrittore, il tema politico si impone all’attenzione e alla riflessione. Lo sfondo storico, ricostruito con accuratezza, è quello della competizione sfrenata tra le due superpotenze del tempo, USA e URSS, e i rispettivi alleati, mentre si svolge una fiera che formalmente si propone di unire i popoli, a pochi anni dalla fine del terribile conflitto mondiale, ma che in realtà diventa un’occasione per le spie delle diverse parti per tentare di carpire i segreti degli avversari.

La satira di Coe colpisce dunque l’ipocrisia su cui poggia l’Expo 58, ma anche la sudditanza britannica all’alleato americano e le manipolazioni dell’informazione da una parte e dall’altra degli schieramenti. In mezzo a tutto questo, la figura del protagonista diventa quasi emblematica: una marionetta un po’ dolente e un po’ ridicola, che si lascia muovere all’interno di un teatrino perverso.