Divergent – Veronica Roth

Probabilmente ne avrete sentito parlare; dopo Twilight, Shadowhunters (serie meno fortunata, a torto secondo me), ma soprattutto dopo Hunger Games, questa è la nuova saga del momento. Spero che abbiate letto, o almeno sentito parlare, di Hunger Games (in caso contrario, qui & qui ci sono dei meravigliosi post immaginari) – questo renderà la mia recensione decisamente più semplice. Perché? la risposta è semplice: Divergent è stato cucito addosso al successo di Hunger Games. Nello specifico, potrei tranquillamente dirvi di andare a leggere la mia recensione della saga, e cambiando poche parole avreste anche una recensione di quest’altra… ma bando alle ciance e alle opinioni personali, vi faccio un riassunto e poi vediamo.

Ci troviamo in un futuro non troppo remoto; la società, per scongiura91o13sPo7VLre il pericolo di guerre e conflitti, si è divisa in fazioni a seconda delle proprie inclinazioni caratteriali: gli altruisti nel gruppo degli Abneganti, i coraggiosi nel gruppo degli Intrepidi, gli studiosi negli Eruditi, i sinceri nei Candidi, i buoni nei Pacifici. Ogni fazione ha un ruolo specifico nella società: gli Abneganti coordinano le attività governative e gli aiuti ai meno fortunati (gli Esclusi, che non fanno parte di nessuna fazione), gli Intrepidi difendono i confini e si occupano della sicurezza in città (ma quale sarà mai il pericolo?), ecc.
Allo scattare dei sedici anni, tutti i ragazzi devono fare un test/simulazione che li aiuterà a scegliere la propria fazione; può essere la stessa da cui provengono, o possono sceglierne un’altra, abbandonando per sempre le loro famiglie e il loro quartiere… ed è a questo punto che inizia il romanzo, alla vigilia del test della protagonista, Beatrice Prior.
Ma la simulazione le darà una risposta scioccante: lei è una Divergente. Questo vuol dire che non apparterrà mai precisamente a nessuna fazione, ma a più di esse contemporaneamente: e questo, la società super-organizzata in cui vive non può accettarlo. Se la scoprissero, diventerebbe un’ Esclusa, povera e reietta dalla società; o peggio. Quindi dovrà fare finta di niente, e compiere la sua scelta razionalmente; nel percorso (che in questo primo libro si spinge poco oltre la fine del training nella fazione che sceglierà) sarà aiutata da una complice, da un ragazzo un po’ misterioso, e infine avrà anche un aiuto a sorpresa…non posso dire molto altro, perché la trama non è davvero così complessa da permettermi qualche spoiler.
Avete notato similitudini con le altre saghe menzionate? Sì, beh, praticamente tutto. La divisione in gruppi con un compito preciso all’interno della società; l’adolescente turbata che sembra una sfigata invece è l’eroina universale; il bello e misterioso che si innamora di lei dopo tre righe; la fatica, il dolore, la frustrazione ecc.ecc. che la protagonista deve affrontare; e via di questo passo…ma Hunger Games era scritto meglio.
Non credo che leggerò gli altri due libri, o meglio, sicuramente non li comprerò (me li farò prestare, non pensate male!).
In generale, credo che sia un libro del tipo meglio di niente, ma sicuramente il suo pubblico ideale ha almeno quindici anni meno di me.