Di tutte le ricchezze- Stefano Benni

Di tutte le ricchezze che ha viste
una sola vorrebbe davvero
I suoi occhi di acqua celeste

Martin è un professore universitario in pensione, un uomo intelligente e silenzioso che ha deciso di vivere in un paesino circondato dai boschi dove può passare le sue giornate a ubriacarsi di solitudine e ricordi.

Vanta un passato da tombeur de femme e un presente da lupo solitario, ottimi gusti musicali, e una passione per “Il Catena”, poeta maledetto vissuto anni prima proprio nei medsimi luoghi.
Grazie alla sua fervida immaginazione, unitamente a una grande solitudine, si cimenta in esilaranti conversazioni con il suo cane Ombra, ed altri animali che di volta in volta si rivelano dal bosco portando con loro un’ inaspettata dose di saggezza.
Attorno a questa monotona routine, gravitano altri personaggi non meno animaleschi, come il vicino di casa sessantottino spannato Vudstok e l’invadente Remorus.

Un giorno, due nuovi vicini arrivano inaspettatamente a minare questo equilibrio calcareo. Si tratta di una coppia in fuga dalla metropoli, lui gallerista e pittore mediocre con qualche problema di alcol e autostima, e la sua compagna, una giovane attrice che subito richiama alla mente del professore il suo vecchio e unico amor perduto.

Questa giovane nutre per l’attempato vicino una profonda stima e comincia a vederlo come una figura di riferimento, una guida quasi paterna in un momento decisivo della sua vita, d’altra parte il professore si innamora “senza speranza, né decoro” di questa ragazza che ribattezza nei suoi folli monologhi mentali Nastenka, richiamando la protagonista delle Notti Bianche di Dostoyevsky. I due iniziano così una bellissima amicizia e ritrovando nell’altro proprio quello di cui avevano bisogno: la fiducia nel futuro.
Ancora una volta l’amore, in una delle sue molte forme, diventa la forza motrice che e risveglia la mente e le prospettive, rendendo possibile una svolta nella vita di una donna all’inizio del suo percorso, e di un uomo che pensava (sbagliando), di averne raggiunto la fine.