Di Tutte Le Ricchezze – Stefano Benni

Ho cominciato a leggere Benni da uno dei suoi romanzi (?) più comici, e forse meno profondi: Bar Sport. Ma non è solo la sua satira che mi ha convinto a continuare a leggerlo: è il suo stile, semplice e a volte un po’ “terra terra”, il suo modo di descrivere e dipanare le storie dei suoi romanzi, e infine… la sua poesia.

In questo romanzo che ho appena finito di poesia ce n’è molta, ed è bellissima. Ci sono anche le “solite” (per Benni) storie di paese, e i personaggi caratteristici e coloriti a cui mi ha abituata.
La mano che scrive questo lungo racconto è quella di un professore in pensione, ex-viveur ritirato a vita solitaria per propria scelta, che vive ai margini di un paesetto scrivacchiando articoli sulla poesia di un misterioso autore pazzo e parlando con gli animali. Finché, come nei migliori romanzi, compare in fondo alla via di casa sua un macchinone nero, con a bordo una coppia che gli stravolgerà la vita… per poco tempo, o per sempre.
Mi piace il modo in cui i ricordi affiorano a poco a poco; in cui si svelano i segreti, solo alla fine e solo in particolari circostanze; in cui i pensieri del professore si intrecciano alla narrazione vera e propria… e poi io ho un debole per i nomignoli, di cui Benni è un gran maestro.
Insomma, leggetelo. È liscio e tranquillo, per niente noioso, poetico e divertente. Sta bene con tutto!
Enjoy!