Dalla libreria al cinema #7 – L’amore ai tempi del colera

“…la bambina alzò gli occhi per vedere chi stava passando davanti alla finestra, e quello sguardo casuale fu l'origine di un cataclisma d'amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato.”
 
Non mi è stato libro1semplice trovare le parole adatte per recensire questo libro e raccontarne adeguatamente i personaggi.
Perché in genere il protagonista di un romanzo affascina, conquista, intriga, si entra in empatia con lui, se ne seguono le vicende con calorosa partecipazione emotiva.
Florentino Ariza invece è un triste figuro, un po’ ambiguo, per niente aitante, che vive di una passione quasi morbosa e conduce un’esistenza a tratti biasimevole.
E’ un giovane impiegato del telegrafo quando incontra per la prima volta la bellissima Fermina Daza e se ne innamora perdutamente.
I due iniziano un rapporto epistolare che non viene interrotto neppure quando il padre di lei, nel tentativo di porre fine a questo seppur platonico rapporto, manda via la figlia da Cartagena.
Al ritorno però sarà la stessa Fermina Daza, divenuta ormai una donna dal carattere volitivo, a rendersi conto che quello spasimante così appassionato è in verità inconsistente come un’ombra e gli preferirà l’affascinante e risoluto dottor Juvenal Urbino.
Iniziano così i percorsi paralleli dei due protagonisti: da una parte Fermina Daza, introdotta nella buona società colombiana, vivrà una solida unione matrimoniale con le gioie e i dolori che questa inevitabilmente comporta.
Dall’altra Florentino Ariza che, persa la verginità in modo inaspettato e rocambolesco, collezionerà una lunga serie di amanti alle quali però non si concederà mai del tutto, convinto più che mai che il suo cuore è consacrato alla sua Dea Incoronata.
Alla morte del dottor Juvenal Urbino, Florentino Ariza si ripresenterà al cospetto di Fermina Daza, per rinnovarle, mezzo secolo dopo, il suo amore assoluto ed incondizionato.
Una storia d’amore quanto mai insolita, ambientata in Colombia a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, 365 pagine che ci regalano un meraviglioso affresco del Caribe con il suo folclore,  la mescolanza di etnie, i suoi colori sgargianti ma soprattutto i suoi odori.

Nel 2007 esce nelle sale la versione cinematografica del regista Mike 336921Newell.
Confesso che la prima mezz’ora mi ha lasciato in bilico tra lo scontento (troppe differenze rispetto al libro) e la curiosità. Poi però la narrazione entra nel vivo, la scena si riempie grazie ad un magistrale Javier Bardem che dà vita in maniera egregia a Florentino Ariza, con la sua camminata incerta, i suoi modi goffi e lo sguardo stralunato. Non da meno l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno (anche se la sua florida bellezza la rendono poco credibile nei panni di Fermina settantenne, nonostante il trucco di scena).
Un film ben girato e ben interpretato, in certi casi poco attento ai particolari (si vede Florentino scrivere in inglese e invece avrebbe dovuto farlo in spagnolo),  la cui pecca maggiore  è stata quella di aver trascurato, rispetto al libro, le vicende matrimoniali di Fermina e Juvenal.

Che siate romantici o meno, è un film che vi consiglio di vedere… fosse solo per la curiosità di sapere se Florentino Ariza riuscirà finalmente a coronare il sogno di un amore durato “cinquantatrè anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese.”