Dalla libreria al cinema #37 – La meccanica del cuore

Arrivo come quarta, qui in Libreria, a recensire La meccanica del cuore (2007), il breve romanzo del musicista, cantante e scrittore francese Mathias Malzieu (Montpellier, 1974). Da tempo incuriosita dai giudizi lusinghieri e conquistata dalla copertina naïf, mi sono trovata di fronte ad un libro in parte diverso da quello che mi ero figurata e che mi ha lasciata perplessa sotto alcuni aspetti. L’idea di partenza è veramente originale e l’atmosfera di fiaba rende teneri e suggestivi molti passaggi del racconto, ma non tutte le buone premesse giungono a compimento.

È il 16 aprile 1874 ma a Edimburgo qualcuno dice che è il giorno più freddo del mondo. Una donna incinta, a fatica, tra la neve, sale la collina sulla cima della quale sorge la casa della “strega” Madeleine, una donna che viene in aiuto dei disperati e dei derelitti con metodi assolutamente stravaganti. Nasce il piccolo Jack, che però ha il cuore ghiacciato e rischia di morire: Madeleine collega allora al suo cuoricino un orologio a cucù, e gli salva la vita. Il bambino, abbandonato dalla madre e respinto da tutte le potenziali famiglie adottive a causa del suo cuore ticchettante, cresce con la “strega”, che lo ama come un figlio e cerca di tenerlo lontano da ogni pericolo impedendogli di lasciare la casa. Ma il bambino è curioso del mondo ai piedi della collina e ottiene infine il permesso di visitarlo in occasione del suo decimo compleanno. Durante questa passeggiata conosce Miss Acacia, una giovanissima cantante di strada che conquista il suo cuore e che diventerà la ragione della sua vita. Madeleine ha avvertito il piccolo Jack che il suo cuore a cucù non può reggere le emozioni, e soprattutto le sofferenze, dell’amore, ma il sentimento prende il sopravvento.

Il romanzo segue in particolare gli otto anni in cui il timido e romantico Jack e la bizzosa e orgogliosa Miss Acacia si incontrano, si perdono, si rincorrono, mentre intorno a loro si muovono tanti altri personaggi curiosi da corte dei miracoli. La fiaba non ha un lieto fine e si rivela un racconto destinato ad un pubblico adulto, che viene messo di fronte alla devastazione provocata dall’amore iperprotettivo e in fin dei conti egoista di una madre. In questo senso il romanzo propone un tema molto delicato e difficile che io, come madre single, ho avvertito molto vicino. Avendo però un figlio di 10 anni, e conoscendo piuttosto bene gli adolescenti grazie al mio lavoro di insegnante, avrei innalzato l’età dei due piccoli protagonisti: benché si tratti di una fiaba, trovo che siano stati comunque attribuiti sentimenti, passioni e comportamenti ai due ragazzini che stridono decisamente con la loro età.jack_e_la_meccanica_del_cuore

Nel 2013, con la collaborazione dello stesso Malzieu, il regista francese Stéphane Berla (Lione, 1975) ha realizzato un lungometraggio a cartoni animati che si ispira al romanzo e porta il titolo Jack et la mécanique du coeur. Il film non è stato doppiato in italiano, ma si riesce a reperirlo in streaming con i sottotitoli nella nostra lingua.

La trasposizione cinematografica è piacevole e tralascia alcuni dettagli a mio parere di dubbio gusto presenti nel libro (come il linguaggio delle due prostitute amiche di Jack); vengono però trascurati anche molti risvolti importanti del testo, facendo perdere vigore e significato alla storia. La conclusione inoltre è proposta in forma completamente diversa, tanto che il senso più profondo del libro va smarrito.

Il film si presenta in effetti come prodotto per l’infanzia, e come tale funziona; il romanzo invece possiamo senz’altro definirlo una dura, perfino crudele, fiaba per adulti.

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Le altre recensioni al romanzo si possono leggere qui, qui e qui.