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Dalla libreria al cinema #27 – Il Grande Gatsby

Lo ammetto: ho letto il libro solamente perché sapevo dell’imminente uscita del film nelle sale e già conscia che, la mia cotta oltre decennale per Leonardo Di Caprio, non mi avrebbe tenuta lontano dal cinema a lungo.

Il film, come al solito, ha creato i soliti due partiti del “meraviglioso” e del “mi aspettavo di più”.
Il succo della trama del Grande Gastby potrebbe essere riassunto in maniera esaustiva in mezza pagina senza tralasciare nemmeno un particolare, perché di fatto (non me ne vogliano i fan di F. Scott Fitzgerald) la trama è scarna. tumblr_moaqnuNmXK1sqcsfxo1_500
A fare di un raccont0 breve, un romanzo menzionato tra i classici del Novecento, ci sono l’eccellenza stilistica dell’autore e il tema centrale di tutto il polverone, il Tema per eccellenza: l’amore.

Il film di Baz Luhrmann è aderente al romanzo come la pellicola del vostro iPhone, senza nemmeno una bolla d’aria a dare fastidio alla visione, davvero*.

A mio  modesto parere fu già un azzardo realizzare un film su Gatsby la prima volta (1974), figurarsi la seconda. Ma nella mia solitaria ponderazione,  non avevo tenuto conto del regista (Moulin Rouge su tutti) con il suo stile riconoscibile tra mille, affascinante, a volte grottesco, sempre luminoso, mai noioso.

L’accusa che ho sentito rivolgere più spesso al film è quella che Baz Luhrmann abbia sparato tutti i suoi colpi migliori nella prima metà del film insieme ai fuochi d’artificio dei party di J Gatsby, andando a perdere di scintilla per tutta la seconda metà della pellicola.

Sono d’accordo e sapete perchè? Perchè credo che questa scelta non sia stata una mancanza della regia, ma una precisa scelta di narrazione. Tutto è estremamente scoppiettante, vivido, al limite  dell’ assurdo esattamente fino alla scena in cui Gatsby finalmente incontra Daisy dopo 5 anni di attesa.
Avete mai visto una scena più bella di quella stanza riempita di quei ridicoli fiori bianchi? Per non parlare delle mille e una espressioni di disagio del fantastico di Caprio in quell’attesa straziante e nevrotica?

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J Gatsby ha preparato tutta la sua vita per quel momento: quella scena è il climax del romanzo e del film e da quel momento in poi, tutte le fantasie del protagonista, tutta la sua speranza, tutto il suo convincimento per quella storia d’amore cresciuta a dismura solo nella sua testa, vanno a scemare.
Tutto si spegne: le risate, le feste, le luci nell’immensa casa, perfino il sole sembra aver cambiato intensità, tutto fino al buio finale.

Anzi no, fino al pulsare lieve della luce verde dall’altra parte della baia.

 

*per onore della cronaca in realtà qualcosa manca: sebbene qualcosa si intuisca, la storia tra Nick Carraway e la golfista Jordan non viene sviluppata nel film.

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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2 commenti
  • il libro mi è piaciuto tantissimo, e l’ho riletto apposta prima di vedere il film… Non so come faccia a dire che la storia sia scarna, la grande capacità di Fitzgerald secondo me è proprio quella di riempire tutto il contorno della scena senza annoiarti, anzi riempendo di particolari con mille sensi (la luce verde, il martirio di Gatbsy e alla fine la “crocifissione”)… ah e comunque in Inglese è tutta un altra storia!
    Per quanto riguarda il film, io penso che la scelta del regista sia stata non azzeccata, di più, perché riesce appieno a far vedere Gatsby veramente per quello che è, come colmi la mancanza di Daisy con una “grandezza”, non al fine di apparire! Secondo me il climax però non è tanto al primo incontro a casa di Carraway, quanto lo sia il bacio, è veramente a quel punto che la storia inizia ad incastrare tutti i pezzi del puzzle (certo non nel modo che ci si aspetta, ma quello è un altro conto!)

    • Ciao Giuseppe!
      Quando dico scarna intendo che alla fine il succo vero è l’amore di Gastby per questa donna che alla fine conosce poco e sulla quale ha creato la sua vita negli anni successivi.
      Tutto il resto è appunto come dici tu “riempire il contorno” e Fitzgerald lo sa fare benissimo anche secondo me… non so cosa si aspettasse la gente, secondo me il film è strepitoso :)

Recensione di Sara D'Ellena

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