Come l’insalata sotto la neve – Luca Gallo

E’ il primo E Book che leggo tra le pause di una vita d’ufficio che ormai non mi appartiene più.
Un titolo particolare, così come sono particolari i nomi dei protagonisti. A pensarci bene è strana anche l’ambientazione per essere davvero Torino o almeno questa è l’impressione che la storia ti lascia dopo le prime pagine: surreale.

Inizio a perdermi nella storia  dopo qualche capitolo, solo dopo aver capito che non sto leggendo un romanzetto di un quasi adolescente in difficoltà, sebbene la voce narrante é quella di un tredicenne dal nome improbabile e dalla famiglia disastrosa.
È la storia di una famiglia sulla via della distruzione, di un padre padrone e violento, di una madre succube e silenziosa, di un fratello diciassettenne ribelle e filosofo e di un ragazzino, Gambier,  che non sa più parlare ma che si racconta, vive e si innamora scrivendo su un diario tascabile.

Non sappiamo dove si trova Gambier quando ci racconta la sua vita breve ma intensa, dice di essere “un’insalata sotto la neve” e a noi lettori non importa (se non alla fine della storia), perché lui continua a ricordare, regalandoci stralci della sua vita che precedono quel momento: il rapporto con il fratello più grande, il primo amore, l'avvicinamento al sesso, i primi viaggi, la lenta e progressiva distruzione di suo padre, la passione per il cinema, la scoperta della musica, il suo odio per l’inglese.

Se l’autore avesse scelto un’altra voce narrante, l’intera trama sarebbe risultata estremamente pesante, triste e buia. Aver scelto un ragazzino con una grave afasia, ingenuo, timido e con gli occhi ancora pieni di speranza rispetto al mondo, ha permesso all’intero romanzo di assumere una luce soffusa, quasi di protezione. Come se sotto la neve ci fossimo anche noi, ignari lettori.