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Chine immaginarie #9 – The walking dead – Al sicuro dietro le sbarre (vol.3), Robert Kirkman, Charlie Adlard

Attenzione! Questa recensione può contenere tracce di anticipazioni e residui semi lavorati di critica…nonché qualche zombie di passaggio.

Al sicuro dietro le sbarre.

Interessante controsenso; trovarsi potenzialmente in trappola per sentirsi liberi.

Da cosa ci si è liberati?

Gli zombie sono ragionevolmente tenuti a distanza (anche se hanno il fastidioso vizio di spuntar fuori quando l’attenzione cala) quindi il più è fatto.

Ma l’uomo deve sempre guardarsi da se stesso.

La calma scatena una serie di follie.

L’amore diventa pazzia; la psicosi latente libera pulsioni più profonde.

Si risvegliano i demoni interiori.

Kirkman cala sul tavolo da gioco una carta importante: la fiducia.

Quella di Lori che viene meno all’ennesima partenza improvvisa e priva di spiegazioni di Rick.

Quella dei sopravvissuti tutti che trovandosi di fronte lo sparuto gruppo di ex galeotti si interroga sulle ragioni della loro incarcerazione ( e saltano a conclusioni affrettate).

Quella di Hershel, speranzoso di aver trovato la sicurezza per la propria famiglia che ne vede altresì l’assottigliamento.

Anche a Tyreese, sicuro dietro le sbarre, viene meno la fiducia riposta nella figlia che disgraziatamente gli muore tra le braccia; due volte.

Il disegno in questo numero si dilata per farci abbracciare visivamente lo spazio ben delineato della prigione. Prospettive chiare e rappresentazioni realistiche rendono bene la struttura carceraria e pare di cogliere le potenzialità colte dai sopravvissuti: dove l’orto, e dove il campo da gioco, i servizi e le stanze/celle.

Tanto spazio per fantasticare, per fermarsi a pensare ad un futuro che fino a poco tempo prima era un ibrido abbozzato e oscuro.

Viene da pensare alla natura dei rapporti che si sono fin qui creati:

Dale, così maturo, cosa può dare alla giovane Andrea?

“Solo qualche anno buono”

“Vecchio, qualche anno sono un’eternità quando l’aspettativa di vita si misura in ore”

Maggie e Gleen dal loro canto si godono l’attimo, la felicità transitoria ma in loro c’è la scintilla della giovinezza pronta a divampare.

Lori pensa al bambino che metterà al mondo, un mondo morto e Rick pensa…beh, lui pensa decisamente troppo.

Si è accollato l’ingrato compito di guida.

Le responsabilità e le colpe gli gravano sulle spalle ad ogni decisione, ad ogni dramma. E’ in difficoltà, lo vediamo bene, e ci chiediamo: quanto ancora potrà resistere?

Quale dilemma lo farà titubare?

E quel fucile puntato contro, a minacciare il suo gruppo, quali scelte estreme lo porterà a perseguire?

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Recensione di
Simone Gentile

Sono Simone Gentile. Stretto tra una torre di libri e una pila di graphic novel (da leggere tutti, rigorosamente, in ordine sparso) continuo a lasciare una traccia nera su un foglio bianco; un timido rivolo che vuole affluire all'impetuoso corso della narrativa e continuare il Viaggio. Sono aperto a qualsiasi genere ma attratto dalle varie declinazioni della paura, per questo spesso mi ritrovo invischiato in storie che "MAMMAMIA!"... e forse poi, un po', me le vado a cercare.

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