che animale sei? – paola mastrocola

Oltremodo tenera, Paola Mastrocola ci induce a forzare la nostra immaginazione per entrare in un mondo che segue regole tutte sue.
Questo é alla base d’ogni libro, ovvio, ma considerate che vengo dal suo “scuola raccontata al mio cane” che seppur disincantato racconta, fatti alla mano, la confusione del sistema scuola in maniera netta e lineare.
Ho fatto fatica a vedermela nella veste di narratrice fantastica, ecco.
Ma torniamo al libro: la nostra piccola pennuta protagonista é in crisi d’identità e vaga alla ricerca di un posto nel mondo.pennuta
Fin qui la mia fantasia regge il gioco.
Incontra animali che fanno cose, caricature dell’uomo e macchiette di società (o viceversa).
Anche qui la fantasia tiene botta.
Perdo colpi nel seguire, però, il filo.
Se prima incontra solo animali, perché poi farle incontrare l’uomo? (avesse incontrato l’uomo in quanto animale tanto di cappello, intendiamoci).
Confesso che li ho sbandato non poco, ho perso il controllo e mi sono spazientito; e certo!
La Mastrocola mi ha tenuto sulle spine per tutto il tempo.
Ha inanellato incontri che presagivano profonde riflessioni.
Ha confuso sempre più la povera pennuta e poi?
Poi niente.
Si deve essere alzata a bere qualcosa di fresco (chessò un succo di mela) e di ritorno, della storia, non sapeva più che fare.
Ce l’ha messa tutta per riprendersi ma, per me, ha fatto un bellissimo svolgimento, un intenso finale senza un collegamento tra l’uno e l’altro.
E’ un peccato perché ne paga tutta la struttura narrativa.
Un caricare di aspettative le ragioni che sicuramente ci sono nei vari incontri, con uno sforzo per cercare la sottotraccia, la morale dietro ogni rappresentazione della realtà che poi non trova un vero sfogo, non si libera e non si esplicita.

In una manciata di parole parole: manca il ponte, c’é indiscutibilmente una diga; saranno contenti i castori.