Cascasse il mondo – Matteo Maffucci

(frasi estrapolate dal discorso più ampio sulla “Lettura Rapida”, wikipedia)

La lettura rapida rafforza la capacità di osservazione sviluppando i muscoli oculari e contemporaneamente approfondisce la capacità di comprensione tramite l’allenamento delle facoltà mentali che servono ad interpretare i segni e i significati di quanto i nostri occhi percepiscono 

Durante la lettura sembra che il nostro occhio scorra senza mai fermarsi, ma in realtà esso si ferma e, quando lo fa, crea un punto di fissità, percependo una piccola porzione di testo chiamata campo di percezione 

Nella lettura rapida, esso risulta essere una percezione selettiva, in quanto il cervello, esplorando un testo, sceglie solo le parti fondamentali 

La percezione della lettura può inoltre essere discontinua quando, esplorando un testo, se ne colgono soltanto frammenti e guidata quando il cervello, sempre esplorando un testo, ne programma in maniera intelligente la scelta delle parti basandosi su tutti gli elementi conoscitivi già posseduti 

Attenzione! Può contenere tracce di serietà… ma non ci metto la mano sul fuoco.

Ringrazio Matteo Maffucci per il senso di libertà provato nello scorrere velocemente pagine e pagine senza i tipici sconvolgimenti di una trama da seguire.
Il vento tra i capelli, il panorama mutevole disegnato su grandi tavole mobili, la macchina scossa dai solerti omini dell’immaginazione.

Intendiamoci, ad ogni fruitore di storie nero su bianco è richiesto uno sforzo immaginativo; ci sono scrittori che sanno calarti in qualsiasi situazione e altri che “dio ce ne scampi e liberi”… Maffucci invece chiede semplicemente troppo: caro lettore, fai tu? Trova un senso a tutto ciò.

Trama: Ricky (il playboy), Andrea (lo zerbino) e Francesco (il saggio), amici da sempre, oggi trentenni, Cascasse il mondo, ogni mercoledì sera stanno insieme e si raccontano le loro traversie appresso alle donne.

È una storia che si manda giù di un sorso (ed è positivo), lancia presagi dcascasse il mondoi bruciore e pesantezza di stomaco per poi lasciarti inebetito quei 5 o 6 secondi buoni – le mani che stringono il bordo del bancone ad aspettare il colpo – e basta. Ne esci leggero di spirito (non pervenuto) e di portafogli (fortuna che c’è la biblioteca che, ahimé, offre anche di peggio).

Ma voglio spezzare una lancia sulle reni in favore di Maffucci.
Non sono contro di lui, il suo primo romanzo mi ha stuzzicato (non entusiasmato) ma da questa prova mi aspettavo un passo in avanti, non un’ involuzione.

Poi magari sono io che interpreto male, che sbaglio l’approccio alla lettura, che non capisco (tutto vero) ma chiedo aiuto a voi lettori di Matteo Maffucci (astenersi fan sfegatati e litigiosi): io sto ragazzo lo vorrei capire, è lui che si ostina a parlarmi da pianeti lontani.

p.s. ho appena appreso che c’è un terzo romanzo di Matteo… sulla scia del motto “avanti così, continuiamo a farci del male” proverò anche quello.