Camere separate – Pier Vittorio Tondelli

Leo – verosimile alter ego dell’autore – si strugge per la perdita dell’amante Thomas.
Ne deriva un continuo girovagare tra Europa e Stati uniti – metafora dell’impossibilità di trovare pace interiore – durante il quale ripercorre luci e ombre del rapporto: dalla passione sensuale condivisa, al desiderio di isolamento per la scrittura, sua ragione di vita. Tra i due suddetti estremi, Leo credeva di aver trovato il compromesso perfetto, una situazione di “camere separate” appunto, ma la memoria riporta le difficoltà di un amore vissuto così.

Elegia fortemente autobiografica, Camere separate affronta il tema della morte dell’amante immergendosi nel dolore e nello struggimento. Si tratta, come riferì lo stesso autore, di una “jam session” intorno a un tema – a differenza dei precedenti lavori, più simili a partiture chiare sin dall’inizio.

La narrazione non finisce a conclusione di una serie di eventi ma quando il soggetto sembra essere stato sviscerato dallo scrittore.
Prosa delicata, scorrevole ma non banale. Una dedica alla perdita dell’innocenza dello stesso autore nei confronti della morte e, in generale, della crescita.