Busti d’autore #6 – James Graham Ballard

Avete visto il film “Crash”, per la regia di Cronenberg? Be’, io no, perché faccio lo snob – anzi, oggi si dice hipster – ovvero dico “Il film? Per carità, la solita operazione di commercializzazione che non reggerà mai il confronto con l’opera originale! Io ho letto il libro, sai.”

Bene. Se avete visto il film, oppure no, potrebbe interessarvi approfondire qualche altro lavoro dell’autore del soggetto, James Graham Ballard. Personalmente ho letto:

  • Crash
  • Condominium
  • Millennium people
  • Il mondo sommerso

Denominatori comuni tra queste opere sono la descrizione della moderna civiltà occidentale, la perdita della razionalità in favore di istinti primordiali e selvaggi, il recupero della propria libertà a discapito del “contratto sociale”.

“Crash” associa l’eccitazione sessuale agli incidenti automobilistici. Il sesso è utilizzato da sempre come espressione di dominanza nel branco ma è anche uno dei perni attorno a cui ruota la cultura occidentale, come espressione di libertà e auto-affermazione ma anche parte del marketing di praticamente qualsiasi prodotto pubblicizzato, per non parlare del mondo televisivo ecc. Il binomio auto e sesso qui viene elaborato in chiave morbosa. Gli automezzi sono la promessa di un’era in cui tutto dev’essere migliore, sempre più veloce, luccicante, potente, un’immagine di competizione continua che può essere associata al branco e ai suoi membri dominanti; l’impatto tra due o più autoveicoli è una metafora del sesso violento e sado-maso tra due individui nel loro habitat “naturale”: la strada.

Ancora un riferimento al sesso troviamo in “Condominium”: Richard Wilder, uno dei personaggi più aggressivi, che lotta per arrivare in cima e spodestare l’abitante dell’attico, va in giro con i genitali esposti. In questo romanzo troviamo un equilibrio precario tra gli abitanti di uno stesso ambiente, appunto il condominio, che raggiunge il punto di rottura e cede il passo alla violenza, ai saccheggi, alla mancanza di rispetto per la proprietà altrui. La differenza tra classi è qui simboleggiata dalla divisione del palazzo in settori con differenti caratteristiche e comodità.

Un’altra opera che prende spunto dalla divisione in classi della società, conseguente ira e violenza è “Millennium people”, in cui la popolazione si scontra con i ceti più ricchi. Praticamente come “Condominium” ma in strada e con le forze dell’ordine a cercare di contrastare questa sorta di rivoluzione. Anche qui protagonista è la classe media, nella quale si annida un’organizzazione terroristica.

Caratteristica comune tra le rivolte descritte nei romanzi è che, così come iniziano improvvisamente, finiscono senza una vera ragione tranne la stanchezza: un giorno ci si sveglia e si decide di averne abbastanza, senza particolari elucubrazioni.

Infine “Il mondo sommerso”, forse il più distopico dei quattro romanzi elencati, vede la terra invasa dall’acqua. Le grandi città non esistono più e l’uomo cerca di sopravvivere come può, ancora una volta tirando fuori il peggio di sé.

Lo stile narrativo è decisamente “inglese”: le descrizioni sono più oggettive che soggettive, più scientifiche che cruente, più da giornalista che da persona coinvolta emotivamente dagli eventi.

Bene, adesso correte in libreria o in biblioteca. Io magari passo al videonoleggio.