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Busti d’autore #3 – John Fante

“Come fai a inventarti dei nomi di scrittori così? Tipo John Fante?”

“Guarda che esiste davvero.”

Pare che la suddetta conversazione, avvenuta tra Charles Bukowski e il suo editore, abbia portato a riscoprire il Fante romanziere, che aveva cominciato come articolista e sceneggiatore.

John Fante racconta sé stesso e l’America degli anni trenta, degli immigrati, degli sfortunati, di quelli che vivevano alla giornata. Nei suoi racconti incontriamo l’appellativo “dago”, riservato agli italiani che si arrangiano con qualche lavoretto.

Come Bukowski ha il suo alter ego Chinaski, Fante scrive di Arturo Bandini, che ritroviamo in molti suoi lavori, tra i quali il capolavoro “Chiedi alla polvere”, dal quale è stato tratto un film non proprio fedele all’originale. In “Ask the dust” Bandini tira a campare, rubando il latte, mangiando arance, chiacchierando suo malgrado con un altro ospite dell’alberghetto in cui alloggia, lamentandosi della sua difficoltà con le donne (e qui fatemi capire come sia possibile chiamare Colin Farrell a impersonarlo). Il tratto più significativo di Fante alias Bandini però credo sia la sua ambizione: Bandini vuole diventare un grande scrittore, così tutti lo ameranno.

Altro segno distintivo dello scrittore è il difficile rapporto con Nicola Fante, suo padre, come nel tragicomico “Full of life”, dove la gravidanza vedrà la presenza in casa del padre di John, suo malgrado. Per Nicola, muratore, quello dello scrittore non è un “vero” lavoro. Simbolica la scena in cui il protagonista mostra lo scritto basato sul racconto della sua famiglia e il padre lo mette da parte, asserendo di non aver bisogno di leggerlo.

Ne “La confraternita dell’uva” torna il conflitto edipico, con un epilogo curioso: si scopre che il padre del protagonista è affetto dal diabete, ma in realtà lo scrittore vi trasferisce la propria malattia. Fante diverrà cieco e gli verranno amputati i piedi. A parte questo, secondo Bukowski l’autore di origini italiane arriverà a perdere la testa, per cui quando parleranno di Camilla Lopez, la cameriera di cui si innamora in “Chiedi alla polvere” (interpretata nel film dalla bellissima Salma Hayek), arriverà a dire “Si scoprì che era lesbica”.

Come ho provato a spiegare, Fante è un po’ tutti noi, e nei suoi lavori descrive le quotidiane lotte con il mondo, le bollette, il lavoro, le donne, il padre e sé stesso.

Una recensione di “Full of life” è disponibile anche qui.

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Recensione di
Antonio Soncina

Odio i best seller, soprattutto se di sfumature rosa, gialle o grigie. Ai classici preferisco storie contemporanee. Posso sopravvivere senza il rinomato "odore della carta" ma non con il Kindle scarico.

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5 commenti
  • Ah il caro John.
    Ho iniziato molto tempo fa “Chiedi alla polvere” ma annoiata l’ho chiuso per non riaprirlo più. Dici che devo dargli una seconda chance?

    • Be’, io sto dando un’altra opportunità a “Delitto e castigo”.

      Certo però che se non ti piace “Chiedi alla polvere” la vedo dura. Al limite prova “Full of life” o “La confraternita dell’uva”.

  • Non ho letto nulla di Fante, non so se sia uno scrittore come Bukowski o come Carver (che con me non hanno avuto successo: troppo crudi, a volte deprimenti, senza luce e poesia). Parto un po’ prevenuta, devo ammetterlo. :)

Recensione di Antonio Soncina

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