Bentornati in casa Esposito – Pino Imperatore

Bentornati in casa Esposito (2013) è il prosieguo della saga tragicomica di Pino Imperatore (Milano, 1961) inaugurata l’anno prima con Benvenuti in casa Esposito. Lo scrittore, giornalista e umorista si cimenta di nuovo con il tema della camorra napoletana in una forma leggera ma non per questo superficiale.

Come il primo romanzo, anche questo secondo segue gli eventi di un anno, durante il quale Tonino Esposito, figlio del boss Gennaro morto ammazzato, si dimostra nuovamente un inetto, nella vita familiare come in quella lavorativa come, e soprattutto, in quella criminale. Intorno a lui si muove sempre la sua pittoresca famiglia, che si arricchisce di due nuovi nati, Totò e Peppina, e di Ivana, l’iguana femmina che diventa la compagna inseparabile dell’iguana maschio Sansone nel terrario. Tutt’intorno si svolgono gli affari loschi e le faide interminabili e sempre più cruente della camorra del quartiere Sanità.

Se da un lato il romanzo ricalca il modello del primo, dall’altro però accentua la nota malinconica appena accennata nell’opera precedente, fino ad un epilogo drammatico che non ci saremmo aspettati, ma che nelle ultime pagine si viene chiaramente delineando e che appare necessario. Necessario per mettere la parola fine ad una saga divertente ma non banale, nella consapevolezza che la camorra non è uno scherzo bensì una tragedia.

Avviandosi dunque a chiudere la serie, l’autore ha approfondito di più, tra un episodio comico e l’altro, i caratteri dei personaggi, in particolare di quelli in qualche modo “divergenti” rispetto al “Sistema”: la giovane Tina, figlia di Tonino, per cominciare; per continuare con Manuela, la madre, Gaetano, il suocero, e lo stesso Tonino.

Dalla semplicità della trama e delle situazioni, a volte decisamente prevedibili, emerge forte e chiaro il rifiuto del “Sistema” e di tutto ciò che gli ruota intorno, che condiziona le vite e le segna più di quanto a volte ci si renda conto. Ed è proprio su questo che occorre aprire gli occhi, per non lasciarsi trascinare dalla corrente e per opporre invece un “NO!” consapevole, secco e deciso, senza tentennamenti né compromessi, alla criminalità organizzata.

Pino Imperatore, che ha conosciuto Giancarlo Siani, morto ammazzato dalla camorra nel 1985, e ha collaborato in numerose iniziative contro la camorra con il professore Amato Lamberti, morto nel 2012, sa di cosa parla. Sa quindi anche come scherzare sul tema senza perdere la serietà di fondo che anima a tutt’oggi il suo impegno di cittadino e di intellettuale.