Bastaddi – Stefano Amato

Neanche una settimana fa vi ho parlato della riscrittura de Il Grande Gatsby, diventata sotto la penna di Vesna Goldsworth, Il Grande Gorsky (che sinceramente non mi aveva davvero convinto) e ora mi ritrovo a scrivere di Bastaddi del siciliano Stefano Amato, che è praticamente la trasposizione letteraria del film Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino (ma di solito non succede il contrario?).
L’operazione letteraria di Amato consiste nell’aver copiato dalla sceneggiatura del film, la missione per eliminare Hitler e averla incollata sullo sfondo della Sicilia del 1990 ai tempi del MaxiProcesso alla mafia.

Qui, gli otto Bastaddi capeggiati dal tenente Ranieri, hanno come unico scopo copertinaquello di terrorizzare e trucidare senza pietà i picciotti della Cupola e, con una missione suicida organizzata in un cinema  della periferia siciliana (la cui proprietaria è l’unica superstite di un massacro mafioso assetata di vendetta), distruggere in un colpo solo tutti i boss di cosanostra, mettendo la parola fine una volta per tutte all’organizzazione che sporca il nostro paese da secoli.

Nonostante anche in questo caso non ci sia molto di originale nella trama e l’idea geniale di trasformare le vittime in carnefici sia tutto frutto del genio di Tarantino, l’effetto finale del libro è davvero scoppiettante (!) e lo stile di Amato davvero gradevole fino all’ultima pagina.
Sarà che l’autore, abituato a scrivere in rete, (vi consiglio il suo divertentissimo blog L’Apprendista Libraio), ha avuto modo di affilare uno stile moderno, vivace e mai noioso probabilmente anche grazie ad un pubblico di lettori digitali che, come ben sappiamo, è  sempre più esigente e attento e soprattutto reattivo.

Una lettura molto piacevole che vi consiglio per questa primavera già caldissima.