Assasinio sull’Orient Express – Agatha Christie

Dunque: sono dell’idea che sia utile leggere anche i libri brutti, o che sia stato utile leggere anche i libri che non ci sono piaciuti, perché da tutto si può trarre esperienza e cultura e soprattutto affinare il gusto e lo stile, o capire gli errori da non commettere. E per questo, nonostante sia forse “il giallo” per eccellenza a non essermi piaciuto, non mi sento di consigliare di non leggerlo.

E’ anche vero che l’ho letto nella traduzione spagnola, e forse, in questo, giustizia non è stata fatta all’inglese compunto della Christie, però, al di là dello stile, è proprio l’intreccio che non mi convince, il tessuto della trama. Sembra di avere a che fare con una storiella costruita apposta per essere letta come ammazza-tempo: non ha spessore descrittivo, i personaggi sono, talvolta, improbabili nelle loro uscite e nel loro delinearsi, per non parlare dell’epilogo, che mi ha fatto quasi venir voglia di mettermi le mani nei capelli.

Sarà che sto leggendo la Christie dopo Sir Arthur Conan Doyle, sarà che la narrativa dei primi anni trenta non è esattamente affascinante, forse, per me, come la narrativa della fine del XIX secolo? Tuttavia, non demordo: leggerò ancora qualcosa di Agatha Christie (per aver riscosso tanto successo ed essere entrata nella leggenda ci sarà pure una ragione), preferibilmente in inglese, e senz’altro vi farò sapere – d’altra parte sono in pieno periodo “giallo-avventura”-.

E voi, che ne pensate?