April in Paris – Michael Wallner

Capita a volte di imbattersi in libri che, pur non possedendo particolari pregi letterari, si leggono piacevolmente e che possono anche svolgere un ruolo importante presso il pubblico di massa. Uno di questi è il romanzo April in Paris (2006) dello scrittore austriaco Michael Wallner (Graz, 1958).

Roth è un caporalmaggiore della Wehrmacht, l’esercito tedesco, che nell’aprile del 1943 viene trasferito a Parigi per fare da interprete durante gli interrogatori dei prigionieri francesi. La Francia è occupata, ma non per questo domata: la Resistenza ai nazisti si va anzi intensificando. Roth ha solo 23 anni, un carattere schivo e sognatore e il bisogno di una vita normale. Per questo, nonostante non sia consentito ad un soldato del suo grado uscire in borghese, terminato il servizio si espone al rischio: indossa panni civili e in virtù della sua ottima conoscenza della lingua si spaccia per francese, con il nome di Antoine. Per puro caso la strada di Antoine incontra quella della giovane e bella Chantal, figlia di un libraio partigiano e partigiana a sua volta. La guerra incrudelisce, le torture inflitte dagli occupanti ai prigionieri sono atroci, la Resistenza alza il tiro. Chantal è in prima linea e anche Antoine, perdutamente innamorato di lei, finisce con l’essere coinvolto.

Non è la prima volta (e di certo non sarà l’ultima) che uno scrittore racconta di un amore contrastato, di amanti divisi dalla collocazione su fronti di guerra contrapposti. Non è la prima volta che incontriamo in letteratura una figura femminile affascinante, sensuale, fiera e determinata, di fronte alla quale il maschio appare più sprovveduto e insicuro, anche se poi capace di risorse insospettate di caparbietà. Wallner non ha aggiunto nessun elemento particolarmente originale a una storia e a personaggi per molti versi già letti. Tuttavia siamo davanti ad un libro che definirei onesto: la trama è credibile e ben strutturata (solo il finale scade nel feuilleton); la prosa, per quello che si può evincere dalla traduzione, è semplice ma chiara e coinvolgente; e – ancora più importante – parlando d’amore sulle note di April in Paris, l’autore non trascura la tragedia storica che fa da sfondo, lasciandoci una testimonianza vera e forte degli orrori della guerra, dei soprusi tedeschi, dell’orgoglio francese.

Un libro per il largo pubblico, dunque, April in Paris; non un piccolo gioiello come  Il silenzio del mare di Vercors, ma un romanzo che, proprio in virtù della trama sentimentale e dello stile accessibile e accattivante, può conquistare numerosi lettori e contribuire a preservare la memoria storica di tragedie tanto vicine a noi e pure troppo spesso dimenticate.