1Q84 – Murakami Haruki

“Capolavoro o bufala”?

E’ quanto mi sono ritrovato a pensare, un centinaio di pagine prima della conclusione di questo romanzo.

Una volta giunto all’ultimo rigo, ho deciso: l’autore, probabilmente con un ghigno beffardo durante il processo di scrittura, ha continuato a ripetersi tra le 718 pagine, sperando di capire come concludere la storia – o non curandosene affatto, tanto lui è Murakami Haruki, la cultura giapponese, ecc. Non trovando una conclusione che desse un senso a quanto scritto prima, si è detto “OK, così è abbastanza qualcosa“; verso pagina 600, infatti, la curiosità del lettore si trasforma in stanchezza.

Lo stile? Troviamo spesso periodi ridondanti o similitudini con satelliti che oltrepassano Plutone. Citerei la seguente perla:

“Qualcuno, proprio da quelle parti, stava attaccando un chiodo a una parete. Si sentiva il battere ininterrotto. Una parete piuttosto dura, e un chiodo altrettanto duro. Chi poteva attaccare un chiodo a quell’ora? Tengo, sorpreso, si guardò intorno, ma non si vedeva da nessuna parte né un muro né tantomeno una persona con un martello in mano. Poi dopo un po’ capì: quel rumore era il suo battito cardiaco.”

Benché siano presenti molti spunti interessanti, “1Q84” è ripetitivo fino alla stanchezza; incompiuto, visto che molte sotto-trame rimangono irrisolte; promette molto, ma delude.

Il tempo è prezioso. Dedichiamolo a libri migliori.

P.S.: un altro commento al libro è qui.